Penso all’arte come ad un percorso che amo definire processo. Non penso al risultato ma semplicemente al percorso che mi porterà ad un risultato.
Il processo è ciò per cui faccio arte. E’ lo stare bene nel regalarsi del tempo per mettere su carta emozioni, pensieri, idee.
E’ prendersi del tempo per staccare dalla quotidianità, dalla monotonia, dal caos e dal rumore che costantemente ci circonda per dare nuova forma ai pensieri. Alcuni vanno ascoltati, altri ignorati, la maggior parte lasciati andare e per farlo scrivere è per me la prima forma di riordino. Mettere i miei pensieri su carta mi aiuta a vederli da altre prospettive e mi regala nuove consapevolezze . Svuota la mia mente, libera spazio, fa chiarezza, mi rilassa.

Poi il passaggio immediatamente successivo è dare colore e forma a quelle stesse parole che con un flusso incessante sembrano volersi raccontare in maniera creativa. La pennellata libera, il tocco a volte casuale e altre volte necessario, la sovrapposizione e la leggerezza delle sfumature regalano forma al pensiero e all’emozione.
Pensieri che si sovrappongono, altri invece rimangono li in silenzio, inesplorati ma sempre pronti a farsi avanti, ad emergere, ad apparire.

Il processo è continuo, ininterrotto e regala il pensiero nella sua interezza . Ogni pennellata, ogni colore, ogni linea, ogni forma libera emozioni, svuota la mente, nutre l’anima e fa spazio al vuoto.
Quel vuoto di cui abbiamo disperatamente bisogno per respirare e dare luce e nutrimento alla parte più vera e profonda di noi.

